"Matematicandoinsieme" di Maria Cristina Sbarbati

3 novembre 2017

Emma Castelnuovo all’Osservatorio meteorologico del Collegio Romano

Fa ancora caldo.

Siamo a Novembre eppure le temperature si mantengono alte rispetto alla media stagionale, non piove e sembra che l’estate non finisca mai. Siamo per l’ennesima volta portati a ripetere la solita frase. ci sono più le mezze stagioni. E nel constatare questo fatto ribadito dalle molteplici previsioni meteo, mi è tornato alla mente un episodio legato ad Emma Castelnuovo.

Era l’autunno del 2004, si stava scrivendo una nuova edizione dei libri di testo per la scuola, quella ancora in uso nelle scuole e faceva molto caldo. Emma come sua abitudine cercava sempre l’ultima notizia, l’ultimo dato, il riferimento più stretto con la realtà. Il capitolo di turno era la statistica e le venne il desiderio di andare a verificare di persona i dati relativi alle temperature di quei giorni nel centro di Roma. Con Paola Gori ci eravamo divisi alcuni capitoli ed io dovevo integrare la parte relativa agli esercizi di statistica, così quando Emma mi chiamò dicendomi : vuoi venire con me domattina all’Osservatorio meteorologico del Collegio Romano a leggere il bollettino che appendono fuori dal portone ogni giorno, ovviamente risposi di sì.

Mi era familiare quel luogo. Avevo frequentato il Liceo Ennio Quirino Visconti che si trova a Roma in piazza del Collegio Romano e che costituisce un tutt’uno con la chiesa di Sant’Ignazio di Loyola la cui entrata è sul retro del liceo; guardando la chiesa a sinistra la porta d’ingresso dell’Osservatorio. Quel centro studi fu creato dai Gesuiti, che possedevano tutto il complesso architettonico, nel 1786 quando l’abate Giuseppe Calandrelli fece costruire una torre alta quaranta metri, dalla quale ogni giorno misurava le temperatura di Roma, l’umidità e le piogge.

Per più di due secoli , nell’ Osservatorio del Collegio Romano, si sono trascritti i dati atmosferici della Capitale come faceva l’abate nel settecento: ogni giorno , compresi il sabato e la domenica, un operatore è salito sulla torre e in quella che si chiama la capannina meteorica e ha appuntato su un foglio i dati, che con il progredire della tecnologia non venivano più trascritti su registri cartacei ma su computer. In questo modo per oltre due secoli è stata mantenuta una serie storica sul meteo romano che non si è mai interrotta.

La mattina del 3 novembre 2004 alle 10.30, ci troviamo con Emma davanti alla porta dell’Osservatorio e leggiamo le temperature affisse nella bacheca posta a lato: la massima supera abbondantemente i 20°C. “Ormai che siamo qui, dice Emma, proviamo ad entrare!”. Suoniamo e ci fanno salire. Al primo piano ci sono delle teche in vetro che contengono antichi strumenti di rilevazione. In quel luogo, un secolo e mezzo prima, venne inaugurata la sezione presagi , incaricata di fare le previsioni del tempo.

“Possiamo parlare con qualcuno?” “Chi devo annunciare?” “ Emma Castelnuovo e una sua collaboratrice”

Nel giro di pochi secondi ci viene incontro sorridente una distinta signora che si presenta “Sono Franca Mangianti, la direttrice dell’Osservatorio”. L’accoglienza riservata ad Emma dalla dott.ssa Mangianti è calorosa. Lei è una fisica, ma ci tiene subito a dire che sua madre era stata allieva all’Università di Guido Castelnuovo, il papà di Emma. Ci fa accomodare nel suo studio , ci illustra alcune strumentazioni, ci racconta la storia dell’Osservatorio e dopo una lunga simpatica chiacchierata in cui spieghiamo il motivo della nostra visita ci consegna delle pubblicazioni dell’Osservatorio che saranno preziose per la creazione di nuovi esercizi, che prenderanno spunto dalla precipitazioni piovose e nevose a Roma, attraverso dati e grafici.

Dopo aver salutato e ringraziato la dott.ssa Mangianti, Emma infila i libretti nella sua cartella e usciamo; si vede proprio che è soddisfatta: il ricordo del padre, il materiale ricevuto, l’accoglienza immediata e gioviale della direttrice senza aver preso nessun appuntamento. Io, come ogni volta che l’ho accompagnata nei luoghi più disparati, resto affascinata dal suo modo di trattare con le persone, dalla sua curiosità, dalla sua voglia di indagare ogni aspetto della realtà e di riuscire poi a trasformarlo in un’occasione formativa per i ragazzi.

Un anno fa, nel novembre 2016, l’Osservatorio del Collegio Romano, per “razionalizzare le spese” ha lasciato quella sede storica e anche per questo ho desiderato dedicare ad Emma e a quel luogo il mio ricordo.

Di Carla Degli Esposti

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2 commenti »

  1. […] Emma Castelnuovo all’Osservatorio meteorologico del Collegio Romano […]

    Pingback di Emma Castelnuovo ed un pezzetto di storia... - EmmaMetodo — 3 novembre 2017 @ 18:38 | Rispondi


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