"Matematicandoinsieme" di Maria Cristina Sbarbati

28 aprile 2014

” Emma Castelnuovo” in un’immagine di Carla degli Esposti

Filed under: Articoli,L'Angolo della Matematica,Letture,Notizie,Riflessioni — matematicandoinsieme @ 12:37
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Emma Castelnuovo

Emma Castelnuovo

Pochi giorni dopo aver visto la straordinaria “Esposizione matematica” realizzata al Tasso dai suoi allievi nel maggio del 1971, contattai la prof. Emma Castelnuovo per chiederle  di poter svolgere nelle sue classi la mia tesi di laurea in didattica. Mi diede appuntamento alle 8 di mattina in sala professori: non c’era nessuno e il suo  sguardo diretto, penetrante andava ben oltre le brevi frasi che ci scambiammo. A ottobre mi sedetti  nei banchi assieme ai suoi alunni: non me ne resi  conto subito, ma da quel momento la mia vita cambiò .  E’ stato detto moltissimo di Emma Castelnuovo ; a livello mondiale è stata riconosciuta come uno dei grandi Maestri della didattica della matematica, è stata definita scienziata, pedagoga, storica, “genio” .  Nonostante la sua riservatezza, è stata un’eccezionale  comunicatrice, che ha saputo rendere comprensibili a ragazzini di 11-13 anni questioni matematiche generalmente trattate da una strettissima élite di intellettuali.  A volte ho sentito qualcuno chiederle:  “Professoressa, perché  è rimasta sempre a insegnare nella scuola media e non all’università?” Chi l’ha conosciuta sa la risposta, o meglio, le risposte; la scuola  è il  luogo dove un metodo può essere sperimentato , affinato, dove si può fare ricerca didattica, dove giorno dopo giorno si possono avere risposte e stimoli per migliorare l’ insegnamento. Noi  insegnanti sappiamo bene che  i nostri alunni, se li motiviamo  e li ascoltiamo, ci portano lontano, quando si esprimono con libertà ci indicano percorsi diversi dai nostri. Emma Castelnuovo ha fatto di più: i suoi  alunni erano protagonisti del processo di apprendimento in epoche in cui si usava la bacchetta e si mandavano a memoria regole su regole; studiavano una matematica concreta e legata alla realtà, utilizzando materiali semplici: spago, elastici, asticciole, stuzzicadenti…   Emma non si è mai fermata nel suo percorso di ricerca; se teneva una conferenza su un argomento già trattato in passato , diceva sempre  cose differenti: un collegamento con l’ultima scoperta scientifica, con un fatto accaduto da poco, un’osservazione di un allievo… anche questo esalta  la sua grandezza di insegnante e di pedagoga.   Un’ antesignana, un esempio da imitare, ma anche da guardare con preoccupazione: troppo rivoluzionaria, troppo avanti, troppo intelligente…  I suoi primi libri di testo erano definiti difficili, avevano pochi esercizi, mancavano di quella formalizzazione e ripetitività che caratterizzava gli altri testi e probabilmente dava sicurezza all’insegnante.   Grazie alla sua coerenza, alla sua straordinaria competenza, a tutta la sua vita dedicata alla scuola, alla ricerca  e alla formazione degli insegnanti  , sessant’anni dopo che Emma Castelnuovo iniziò a sperimentare la sua metodologia didattica, sulle  Indicazioni nazionali per il curricolo delle scuole dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, testo approvato dal MIUR nel  2012, si legge  “…Caratteristica della pratica matematica è la risoluzione di problemi che devono essere intesi come questioni significative e non solo esercizi a carattere ripetitivo o esercizi ai quali si risponde semplicemente ricordando una definizione o un regola…”  “…Di estrema importanza è un’adeguata visione della matematica non ridotta a un insieme di regole da memorizzare e applicare, ma riconosciuta e apprezzata come contesto per affrontare e porsi problemi significativi e percepire e esplorare relazioni e strutture che si ritrovano e ricorrono  in natura e nelle creazioni dell’uomo…”     Nel corso degli anni,  la mia vita, così come quella di altri amici, si è un po’ mescolata alla vita di Emma, sia nella ricerca didattica sia sul piano personale. Anche lì Emma è stata veramente “unica”; non si sentiva affatto la differenza di età e come faceva anche con i suoi ex allievi, di cui non ha mai perso la memoria ( nomi, cognomi, classe, studi e professione intrapresi,…) dava sempre consigli di grande apertura, di libertà. Mi accorgo di averla già usata due volte questa parola, libertà, così importante per Emma e  che lei intendeva nell’accezione più completa, essendone stata privata per lungo tempo.  Il 15 novembre scorso ero andata a trovarla; non potevo neppure lontanamente immaginare che non l’avrei più incontrata. Mi ero trattenuta a lungo. Negli ultimi tempi si stancava presto e le visite che facevo erano sempre molto brevi. Quel giorno invece era vivacissima, le chiedevo alcuni indirizzi di suoi antichi alunni per poterli avvertire della cerimonia che si sarebbe tenuta per la consegna del premio Nesi, durante la quale avremmo festeggiato i suoi 100 anni. Mentre scartabellavo la rubrica che teneva vicino al telefono, senza trovare quello che cercavo,  continuava a dirmi: “Carla, accendi la luce che non ci vedi!” Alla fine mi è toccato accenderla, mettermi gli occhiali giusti e ho potuto così trascrivere i numeri finalmente trovati. Sì, perché  lei, Emma, non portava gli occhiali, ne  da vicino ne  da lontano e non perdeva occasione per prendermi in giro sui due tipi di occhiali che dovevo cambiare in continuazione.

All’inizio di un corso o  di una conferenza , quando mi presento, per prima cosa dico:

 ” Ho avuto la fortuna, l’onore, il privilegio di entrare nelle classi di Emma Castelnuovo,  di avere imparato da lei come insegnare la matematica e di essere stata una sua collaboratrice ; per tutto questo e per molto altro, non potrò mai ringraziarla abbastanza” .

Carla Degli Esposti

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1 commento »

  1. Carla le tue parole sono veramente commoventi. Sembra di avere ancora Emma lì accanto a noi!
    Ti voglio bene.
    Grazie
    Marta

    Commento di Marta Cecchi — 29 aprile 2014 @ 13:56 | Rispondi


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