"Matematicandoinsieme" di Maria Cristina Sbarbati

18 novembre 2013

Emma Castelnuovo: Una vita al servizio della passione per la matematica.

Lunedì 9 dicembre 2013 – ore 16.00, presso il  Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Via Trastevere, 76/a – 2° piano – Sala della Comunicazione, la prof. Emma Castelnuovo riceverà il premio” Nesi 2013 ” quale riconoscimento “per aver dedicato la sua vita e la sua intelligenza alla teoria e alla pratica dell’insegnamento attivo della matematica, come componente imprescindibile della formazione culturale del cittadino consapevole”.

CASTELNUOVO- LA VIA DELLA MATEMATICA

CASTELNUOVO-MOTIVAZIONI

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 Emma Castelnuovo (Roma, 12 dicembre 1913) è un’insegnante di matematica , che ha dato significativi contributi alla didattica della matematica, rivalutando completamente il modo di insegnare la materia (e in modo particolare la geometria euclidea).Nel panorama internazionale della Didattica della Matematica, Emma Castelnuovo è una figura italiana di spicco, rappresentante della cosiddetta “scuola romana”, scuola che vide operare al suo interno anche importanti matematici, quali Lucio Lombardo Radice e Bruno de Finetti, e che può ora vedersi come un primo nucleo di ricerca in Didattica della Matematica.

Con lei si hanno i primi studi in cui si affronta il problema della pertinenza e dell’adeguatezza dell’insegnamento usuale per dati contenuti matematici in relazione all’età degli allievi ed i primi lavori sperimentali nelle classi di innovazione didattica. Laureatasi in matematica nel 1936, ha iniziato a lavorare come bibliotecaria presso l’Istituto matematico dell’Università di Roma, che oggi porta il nome del padre. Vinse la cattedra di insegnante di scuola media ma, essendo di religione ebraica, alcuni giorni dopo fu sospesa dal servizio a causa delle leggi razziali. Fu reintegrata al servizio solo dopo la guerra ed ha insegnato presso il liceo Torquato Tasso di Roma fino al 1979. Ha contribuito alla stesura dei Programmi della scuola media unica del 1979 ed è stata presidente della Commissione Internazionale per il miglioramento dell’insegnamento della matematica. Ha ricevuto il premio dell’Accademia Nazionale dei Lincei ed ha esposto in diversi paesi europei le sue mostre matematiche, realizzate con i ragazzi della scuola media. E’ conosciuta in Italia e all’estero per i suoi libri (tradotti in molte lingue) e per la sua attività di ricerca scientifica nel campo della didattica della matematica.

……….Il suo insegnamento si fonda su un metodo non direttivo (che infonde le conoscenze dall’insegnante all’allievo), che si esprime facendo costruire le conoscenze ai ragazzi stessi, i veri protagonisti della situazione. Imparare vuol dire costruire il proprio sapere e in questo senso, il metodo di Emma Castelnuovo, si pone a fondamento di qualsiasi situazione di apprendimento che vede impegnato l’alunno in una vera e propria opera di costruzione delle conoscenze insieme agli altri. La didattica di Emma è attiva e non avviene facendo stare seduti gli alunni al proprio banco “in attesa che possano essere illuminati”: stimola nei ragazzi l’amore alla ricerca, il gusto di apprendere, di mettersi alla prova per sperimentare le proprie attitudini e l’intelligenza logico-matematica.

I pilastri innovativi della didattica della prof. Emma Castelnuovo sono:

1. Guidare l’alunno alla riscoperta delle leggi e proprietà dei numeri e delle figure

2. Considerare le problematiche concrete come base di ricerca, capaci di coinvolgere l’alunno

3. Utilizzare un indirizzo storico-costruttivo e non descrittivo.

Emma Castelnuovo suggerisce:

1) ….una didattica che sappia rispettare i tempi dell’alunno e il suo modo di mettersi alla prova “cimentandosi” per sviluppare le possibilità di osservazione, l’intuizione, il senso critico, e, in generale, alcune fondamentali attitudini di pensiero.

2) “……mettersi allo stesso livello, cioè suscitare interesse e quindi discussioni, accettare domande su domande, anche le più balorde! Accettare delle domande a cui, là per là, non si sa rispondere e non avere scrupolo di dire: guardate non lo so. Questa è la cosa fondamentale indipendentemente dalla materia che si insegna”.

3) “Lasciate ai ragazzi il tempo di perdere tempo”, nel senso di garantire loro l’opportunità di costruire soluzioni, anziché far loro usare soluzioni già pronte. il che è come dire dare loro il tempo per riflettere, per pensare, per ipotizzare, per operare con la mente, per arrivare a capire e, quindi, a costruire conoscenze sicure.

4)” Se ci si dà il tempo necessario a che ciascuno capisca, se si condivide l’esperienza in uno spazio adatto e c’è un clima cooperativo capace di accogliere i pensieri, le ipotesi e le idee di ciascuno, alcuni ostacoli e blocchi mentali possono essere attenuati e tutti hanno la possibilità di esprimersi senza paura di sbagliare”.

Alcune citazioni significative di Emma Castelnuovo

«Mi preoccupo soprattutto di quei ragazzetti di 13-14 anni che terminano i loro studi con il triennio medio portando in sé l’impressione che l’aritmetica consiste nella risoluzione di una impalcatura di espressioni o di problemi inesistenti e la geometria si riduce qualche volta ad un elenco di definizioni imparate a memoria e allo studio di figure che si conoscono tanto bene che, nella vita, non si sanno riconoscere. Ragazzi fortemente attirati dalle sensazionali scoperte di ogni ramo della scienza, non hanno assolutamente il senso della potenza dell’intelletto umano, non avendo mai provato che cosa significhi la passione per la ricerca e la gioia della scoperta». In «L’insegnamento della geometria ai ragazzi dagli 11 ai 14 anni», Archimede, 1 , 1959.

«I giovani che escono oggi dalle nostre scuole secondarie hanno molto spesso l’idea che la matematica consista, da una parte, in un puro meccanicismo e, dall’altra, che si tratti di una costruzione perfetta e ormai terminata, e si chiedono se ancora qualche scoperta possa farsi in questa disciplina». Da «Didattica della matematica», La Nuova Italia, 1963

«È in tal modo partendo da esempi tratti dalla vita di ogni giorno, e abituando il ragazzo a schematizzare, che si potrà introdurre gli allievi fin da giovanissimi a quel linguaggio matematico che deve ritenersi oggi come altrettanto essenziale del linguaggio ordinario». Da «Le matematiche moderne nell’insegnamento secondario»,  in Archimede, 4-5 1060.

“Evidentemente, ipotesi e tesi non sono strette fra loro in una rigida linea come in una scienza astratta, perché i fattori umani e psicologici che intervengono nell’insegnamento aprono tutta una problematica, incerta e appassionante. Per mettere in luce questi fattori, che sono alla base di ogni didattica, ci siamo più volte permessi di far entrare il lettore nella classe in modo che possa cogliere “dal vivo” errori, inesattezze, falsi preconcetti, ma anche fresche intuizioni ed acute osservazioni da parte degli allievi. Egli si troverà spettatore di animate discussioni fra i bimbi, e, sovente, avrà anch’egli l’impressione di partecipare alla costruzione di una scienza; ma la scienza ch’egli va così costruendo, fra i banchi della scuola, non è la matematica, come per gli allievi: è la didattica della matematica. Purtroppo, le fredde righe di uno scritto possono dare solo un’idea vaga di quanto si svolge in una classe, perché occorre vivere fra i ragazzi per “sentire” i loro problemi e per gioire, molto spesso, delle loro impreviste osservazioni; ma il lettore è un insegnante e sa quindi leggere fra le righe e comprendere quei momenti di intima commozione didattica che non si possono descrivere.” Emma Castelnuovo, “Didattica della Matematica”, 1963

La Pagina di “MATEMATICANDOINSIEME”, dedicata alla prof. Castelnuovo : La Didattica di Emma Castelnuovo

Università degli Studi di Trento: Scansione elettronica scritti di Emma Castelnuovo. CLICCA QUI

Università Telematica Internazionale: Emma Castelnuovo, “Insegnare Matematica”

Interviste: Conversando con Emma Castelnuovo

Emma Castelnuovo 100

Emma Castelnuovo 100 anni!

Cosa dicono di Lei:

  • «La signorina Emma, matematica e fisica, una sorta di maschiaccio indisciplinato, sempre pronta a sobillare i ragazzi perché non fossero troppo rispettosi delle autorità superiori. Una volta li aveva persino incitato allo sciopero, che il governo dall’allora considerava materia penale […]. Era giovanissima, ma già si vedeva che, col passare degli anni, sarebbe rimasta sempre la stessa, né vecchia né giovane, eternamente sospesa sulla storia del mondo come un’ipotesi matematica. Già perché era figlia del celebre Guido, fra i più grandi calcolatori dei tempi moderni, sebbene, a rifletterci, un filo di romantica pazzia guidasse i suoi gesti, derivatele forse, dal romanziere Enrico, suo nonno: così pertinace era nell’esigere dai ragazzi una passione concreta, carnale, per le matematiche applicazioni, all’infuori di ogni astrattismo pedante». (F. Della Seta, L’incendio del Tevere, Udine, Paolo Gaspari editore, 1996, pp. 27-28).
  • «Prendo in prestito da Enriques l’immagine figurativa della “scintilla che accende l’amore per la matematica” […] la scintilla che ha acceso in me l’amore in particolare per la geometria è scoccata alla scuola media sui libri di Emma Castelnuovo». (M. Piccione, Modelli dinamici e immagini mentali, in Atti del Convegno Emmatematica, L’insegnamento di Emma Castelnuovo.“Vedere oltre le figure e i numeri”(26 ottobre 2001), Firenze, Edifir, 2003, pp. 71-72).
  • «Emma Castelnuovo rappresenta sicuramente una delle figure più significative del nostro secolo per quanto riguarda la cultura scolastica; Emma non si è occupata di tecnicismi[ …] quello che ha fatto per la matematica è proprio l’opposto: è porsi il problema di far sì che la cultura, le discipline servano per la formazione di tutti». (C. Fiorentini, Quale cultura e didattica per una scuola democratica?, in Atti del Convegno Emmatematica, L’insegnamento di Emma Castelnuovo.“Vedere oltre le figure e i numeri” (26 ottobre 2001), Firenze, Edifir, 2003, pp. 97-98).

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6 commenti »

  1. L’ha ribloggato su alessandrapeluso.

    Commento di alepeluso — 18 novembre 2013 @ 20:54 | Rispondi

  2. Bellissima idea quella di dedicare una pagina con tutte le sue ” finestre” alla carissima Emma in occasione dei suoi 100 anni.
    Io posso sempre e solo dirle GRAZIE per avere contribuito a dare una svolta radicale alla mia vita personale e professionale
    AUGURI EMMA !!!!!

    Commento di Carla — 19 novembre 2013 @ 15:10 | Rispondi

    • Grazie Carla per il tuo intervento e mi associo alle tue parole:Da Emma c’è sempre tanto da imparare perché Lei ha tanto ma tanto ancora da insegnare!

      Commento di matematicandoinsieme — 19 novembre 2013 @ 15:20 | Rispondi

  3. Per me è stata un’esperienza davvero preziosa e un’immensa fortuna conoscere Emma: sia professionalmente che umanamente! Sono rimasta subito colpita dalla grande generosità con la quale racconta le Sue esperienze ed esprime i Propri pensieri in modo così efficace, riuscendo sempre a far apparire tutto così chiaro, semplice ed estremamente piacevole. Sono davvero felice che il 9 dicembre Emma riceva quest’importante riconoscimento!
    Grazie per aver creato questo blog dandomi la possibilità di lasciare un commento!

    Liuba

    Commento di Liuba — 19 novembre 2013 @ 17:22 | Rispondi

  4. Anch’io ho imparato molto da Emma Castelnuovo. Conoscerla è stato per me un piacere e un onore.
    Fulvia Furinghetti

    Commento di Fulvia Furinghetti — 19 novembre 2013 @ 19:54 | Rispondi

  5. […] Su questo blog una collega ha raccolto materiali e link riguardanti Emma. […]

    Pingback di Ad Emma Castelnuovo | Raimondo Bolletta — 23 novembre 2013 @ 15:28 | Rispondi


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