"Matematicandoinsieme" di Maria Cristina Sbarbati

16 settembre 2013

Anche le piante usano la matematica

Per evitare di arrivare affamati all’alba i vegetali eseguono sofisticati calcoli aritmetici.

Arabidopsis thaliana

Arabidopsis thaliana

Quando il  Sole va a dormire anche alle  piante, dipendenti per natura dalla luce, resta poco da fare. Eppure durante le ore passate al buio i  vegetali sono tutto fuorché inattivi, anzi mostrano  capacità aritmetiche sorprendenti, che usano per adattare il consumo delle loro riserve energetiche, in modo che queste siano sufficienti fino al mattino, quando il  Sole (e quindi nuove risorse energiche) saranno di nuovo disponibili. A suggerirlo è uno  studio in via di pubblicazione su  eLife condotto dai ricercatori del John Innes Centre, in Inghilterra.

Con la  fotosintesi le piante sfruttano l’ energia solare per convertire l’ anidride carbonica e l’acqua in  carboidrati. Di notte però, quando la luce non è più disponibile, i vegetali dipendono dalle sole riserve energetiche accumulate per crescere, e queste devono poter essere sufficienti fino al momento in cui le piante non saranno in grado di produrne delle nuove.

Per non arrivare alla mattina  affamate, né con riserve in surplus di  amido che potrebbe andare sprecato, le piante ne  stimano la quantità disponibile così come il tempo che dovranno passare al  buio, prima dell’arrivo dell’alba (un’informazione che le piante ricavano da una sorta di orologio biologico interno). I sofisticati  calcoli di cui parlano i ricercatori, che hanno osservato il comportamento metabolico delle piante di  Arabidopsis, non sarebbero altro che divisioni , eseguite attraverso stime di diverse  molecole relative alle quantità di  amido e al  tempo (in pratica la grandezza delle riserve di  amido viene  divisa per la lunghezza del tempo passato al buio).

In questo modo i  vegetali settano un tasso di consumo di amido che permette loro di arrivare al mattino con la quasi totalità delle riserve consumate, senza compromettere la crescita nelle ore notturne. Si tratta, spiegano gli autori, di calcoli molto precisi e che le piante possono modificare in risposta a variazioni sia di amido che di durata delle notti. “ La capacità di eseguire calcoli aritmetici è vitale per la crescita delle piante e la loro produttività”, ha commentato  Alison Smith, tra gli autori dello studio,  “Capire come le piante continuano a crescere al buio potrebbe contribuire a sviluppare nuovi modi per aumentare la resa delle  colture”.

(dal Web)

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