"Matematicandoinsieme" di Maria Cristina Sbarbati

9 settembre 2013

Luigi Campedelli: la Scuola italiana di Geometria algebrica

Era nato a Castelnuovo di Garfagnana (Lucca) il 13 gennaio 1903; è morto a Firenze il 9 giugno 1978.

Luigi Campedelli

Dopo aver seguito gli studi medi a Lucca, iniziò quelli universitari a Pisa (dove studiò con Eugenio Bertini) e li completò a Roma laureandosi con Enriques nel 1928, col massimo dei voti e la lode. Subito dopo la laurea divenne assistente di Geometria e nel 1935 vinse il concorso a professore ordinario della stessa disciplina; gli fu assegnata la sede di Cagliari, ma ottenne presto il trasferimento presso l’Università di Firenze (1937), dove ha insegnato ininterrottamente fino al 1973, tenendo anche per incarico sia il corso di “Istituzioni di Geometria superiore” sia quello di “Geometria descrittiva” presso la Facoltà di Architettura.

La sua attività scientifica principale è quella riguardante la Geometria algebrica e i suoi risultati più espressivi concernono essenzialmente questioni di teoria delle superfici. Egli venne indotto allo studio sistematico dei piani multipli, in particolare di quelli doppi, da Enriques (con il quale collaborò alla stesura del trattato Lezioni sulla teoria delle superficie algebriche) che nei rivestimenti di P2 vedeva una fonte quasi inesauribile di esempi su cui verificare la teoria generale delle superfici. È appunto nello studio di strutture di questo tipo che Campedelli trovò (1932) i famosi esempi di superfici di tipo generale e di genere geometrico zero che da lui prendono nome. Un altro suo contributo interessante (del 1933) è il teorema che caratterizza le superfici minimali, prive cioè di curve eccezionali di prima specie, razionali o rigate. Tale risultato, che egli dedusse dalla classificazione di Castelnuovo ed Enriques, è oggi posto alla base della classificazione stessa. È infine notevole il suo contributo, sempre sotto lo stimolo di Enriques, alla classificazione delle superfici ellittiche i cui risultati sono esposti nel già ricordato volume del ’34. L’attività didattica lo indusse, fin dai primi anni del periodo fiorentino, a scrivere quei testi di geometria che, nati dal desiderio di “continuare e perfezionare un dialogo interiore e farne partecipe i giovani allievi”, trovarono presto larghissima diffusione presso gli studiosi della disciplina. Una pubblicazione del ’49 sui valori umani dell’insegnamento scientifico, apparsa nella Rassegna di pedagogia, diede inizio a quella attività nel campo della didattica della matematica e dei problemi dell’insegnamento scientifico che lo portò ad occuparsi attivamente anche di questioni di politica scolastica ed a essere Presidente della C.I.I.M. e della Consulta del Centro Didattico Nazionale di studi e documentazioni.( dal web)

Annunci

Lascia un commento »

Non c'è ancora nessun commento.

RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: