"Matematicandoinsieme" di Maria Cristina Sbarbati

10 giugno 2013

Lo Spago e la Fantasia

Basta una cordicella per spiegare il mondo? Sicuramente si può spiegare Galilei. Le mani della professoressa Emma Castelnuovo si muovono sinuose nell’ aria disegnando con uno spago infiniti rettangoli di eguale perimetro. Più che una lezione di matematica, sembra un’ animazione orientale. Hanno anche la stessa area?, Chiede l’ insegnante con la soavità maliziosa di chi ha passato da un pezzo la novaantina. Ed ecco che arriva il colpo di scena. Allunga fulminea la corda schiacciando il rettangolo sulla base: l’ altezza va a zero e l’ area sparisce. Ovvero: due figure possono avere lo stesso perimetro ma diversa area. Principio enunciato dal Signor Galileo Galilei. E’ una dimostrazione per i bambini della prima media. Il metodo è d’ effetto. Emma Castelnuovo l’ ha sperimentato in quarant’ anni di insegnamento (gran parte dei quali trascorsi a Roma) su una cattedra della Scuola Media Statale Tasso, con una pausa alla fine degli anni Trenta per discriminazione razziale. Dai Castelnuovo, la matematica è di casa. Guido Castelnuovo, padre di Emma era un valente e illuminato professore di geometria analitica all’ Università di Roma. Dal padre, Emma ha ereditato una concezione non astratta della materia. E polemizza con chi insiste cocciutamente ad insegnarla come se fosse una scienza pura, quindi senza riferimenti al concreto. Spiega: Io dico sempre ai miei allievi che, nel Duemila, si potrà fare a meno di leggere e scrivere, ma non di conoscere un grafico. La professoressa Castelnuovo ha insegnato con risultati sorprendenti anche nel Niger: sempre rispettando alcune regole fondamentali, mutuate all’ arte scenica. Innanzi tutto il coup de théâtre, l’ elemento imprevedibile che funziona da caffeina contro il torpore mentale. I ragazzi si scuotono soltanto davanti a proprietà difficili, in presenza di concetti non proprio evidenti. Le nozioni scontate sono soporifere. Altro espediente acchiappa-cervello è il movimento, il linguaggio gestuale. Spiega la Castelnuovo: I ragazzi sono abituati a guardare la Tv, i videoclip, i cartoni animati, le sequenze veloci attraverso cui si dipanano le storie. Per tenere desta l’ attenzione sui numeri, occorre un codice altrettanto dinamico. A lezione da lei non si rischia la noia: esemplare il suo manuale in due volumi per la scuola media pubblicato recentemente dalla Nuova Italia. Le rette sghembe si studiano tenendo sott’ occhio il padiglione Philips di Bruxelles. Il principio di simmetria s’ impara su un quadro di Magritte. Le frazioni, sulle corde di una chitarra. Il concetto d’ infinito su una novella surreale di Zavattini, che racconta di una sudatissima gara tra enunziatori di numeri vinta da un pacifico signore a cui bastò aggiungere più uno. A chi ancora mette in dubbio l’ utilità della scienza matematica, la professoressa Castelnuovo ama replicare con le parole di Gaetano Sforza: La matematica è bella e tanto basta. Che cosa intende per bella? E’ un’ avventura creativa continua, una concatenazione di intuizioni che allarga gli orizzonti e collega tra loro rami diversi della disciplina. Torno all’ esempio della cordicella. Dai rettangoli isoperimetrici, si arriva al grafico, poi alla parabola, alla nozione di funzione, al problema duale (rettangoli equivalenti ma di diverso perimetro), all’ iperbole, e così via. E’ un passaggio continuo da una proprietà all’ altra. Non si può essere grandi matematici se non si possiede una grande fantasia. ( dal Web)

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1 commento »

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    Pingback di Angelo Stella. Matematica generale ed applicata — 13 giugno 2013 @ 23:12 | Rispondi


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