"Matematicandoinsieme" di Maria Cristina Sbarbati

14 marzo 2013

Dall’Abaco al Computer

Fin dall’antichità l’uomo ha cercato di costruire strumenti che gli consentissero o meglio lo aiutassero ad eseguire calcoli di ogni tipo nella maniera più rapida possibile. Già i Babilonesi e gli antichi Egizi utilizzavano uno strumento di calcolo, l’abaco, costituito da una serie di palline infilate in guide verticali che facilitava la memorizzazione delle cifre.

  Ricostruzione di un abaco di epoca romana realizzato dal museo RGZ a Magonzanel 1977

Fu però solo nel 1642 che il matematico e filosofo francese Blaise Pascal inventò quella che può essere definita la prima vera calcolatrice della storia; in onore del suo ideatore essa fu chiamata pascalina. Era una calcolatrice molto diversa da quelle attuali: lunga 36 centimetri, era in grado di eseguire solo addizioni grazie ad un complesso sistema di ruote e di leve.

Una Pascalina, fatta da Pascal nel 1652

Successivamente, nel 1671, il matematico tedesco Gottfried Leibniz  riuscì a costruire un nuovo tipo di calcolatrice meccanica più potente, capace di addizionare, sottrarre, moltiplicare e dividere anche in cifre decimali. Ma il vero precursore dei moderni calcolatori fu il matematico inglese Charles Babbage che, nel 1833, ideò la macchina analitica, una macchina che poteva eseguire operazioni in una serie prestabilita ed utilizzare i risultati per operazioni successive.

Modello di una parte dell’Analytical Engine di Babbage in mostra al Museo della scienza di Londra

Con la scoperta dell’energia elettrica si aprì una nuova era per i calcolatori. Il primo elaboratore elettronico a valvole venne costruito nel 1946 con il nome di ENIAC ( Electronic Numerical Integrator And Calculator ); esso occupava una superficie di circa 150 mq.

ENIAC (Electronic Numerical Integrator And Calculator)

In seguito, un ulteriore salto di qualità si ebbe con l’invenzione dei primi transistor (sottili conduttori elettrici in silicio) che, negli anni Cinquanta, presero il posto delle valvole; essendo di dimensioni più ridotte, i transistor consentirono di costruire calcolatori sempre più piccoli ed economici.

Alcuni dei molteplici modelli di transistor

Successivamente, la nascita dei circuiti integrati, piccoli contenitori con all’interno numerosi transistor, e l’invenzione dei microprocessori, contenenti fino ad alcuni milioni di transistor, aprirono la strada ai moderni PC ( Personal Computer).

Questi per le loro ridotte dimensioni e per la loro potenza e velocità di elaborazione, sono ormai utilizzati nelle più diverse attività, per le quali costituiscono un aiuto insostituibile.

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