"Matematicandoinsieme" di Maria Cristina Sbarbati

6 marzo 2013

Arriva la cometa di Pasqua: C/2011 L4 Pan-STARRS

Filed under: L'Angolo delle Scienze — matematicandoinsieme @ 17:09
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La Cometa di Pasqua

La Cometa di Pasqua

Dal punto di vista astronomico, non c’è che dire, il 2013 si è aperto in grande stile. Prima il meteorite esploso sugli Urali, quindi l’asteroide di San Valentino e a breve la prima delle due comete che quest’anno visiterà i nostri cieli.

 C/2011 L4 Pan-STARRS, o cometa di Pasqua, come è stata soprannominata a causa del periodo dell’anno in cui si sta manifestando, ha già fatto le sue prime apparizioni nell’emisfero australe.Il 5 marzo si troverà alla minima distanza dalla Terra, mentre il 10 marzo si troverà nel punto più vicino al Sole (perielio). Le date migliori per osservarla potrebbero essere – suggeriscono dalla Nasa – il 12 e il 13 marzo, quando la cometa apparirà vicina alla Luna crescente.

Come osservarla
Per tutto il mese di marzo, dopo il tramonto, la cometa sarà visibile anche nei nostri cieli, bassa sull’orizzonte, in direzione delle costellazioni di Pesci, Pegaso e Andromeda. La difficoltà massima nell’osservazione, sarà, verosimilmente, la sua breve distanza apparente da Sole: il momento migliore per scorgerla risulterà, quindi, quello in cui il Sole lascia spazio all’oscurità, al crepuscolo.

La possibilità di vederla ad occhio nudo dipenderà dalla luminosità apparente della cometa, che per ora non è possibile stabilire. Il momento migliore per provare ad osservarla senza l’ausilio di strumenti sarà comunque a partire dal 10 marzo, quando la cometa, passando vicino al Sole, riceverà la massima dose di radiazioni, “ravvivando” così le sue code.

Come si forma una cometa?
Il sistema solare, al momento della sua formazione, consisteva in una nube di polveri e gas che ruotava intorno al nuovo Sole. La maggior parte di questo materiale si addensò in masse più grandi, formando i pianeti. Tra quello che avanzava, però, c’erano blocchi di polvere e ghiaccio di dimensioni più ridotte, le comete, le cui zone “residenziali” si sono stabilite nella fascia di Edgeworth-Kuiper, appena oltre l’orbita di Plutone, e nella nube di Oort, un alone di comete che avvolge il sistema solare e si estende tra le 2 mila e le 20 mila unità astronomiche dal Sole. Di tanto in tanto però le comete si scontrano tra loro, o subiscono gli effetti di fluttuazioni gravitazionali provocate dal passaggio di altri corpi celesti, e vengono spinte all’interno del sistema solare.
Qui trovano una temperatura più alta, che fa evaporare il ghiaccio e stimola la produzione di gas, provocando la formazione di una “coda”. A causa dell’attrazione del Sole, proprio come è accaduto per i pianeti, si insediano su un’orbita che può avere un periodo di centinaia, o di qualche migliaio di anni. A ogni passaggio vicino all’astro la cometa perde in media un decimilionesimo della sua massa, finché diventa un oggetto simile a un asteroide.

Fonte: Focus

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