"Matematicandoinsieme" di Maria Cristina Sbarbati

5 giugno 2012

Come fare lo scritto di matematica alla Maturità

Filed under: Attualità,Didattica,L'Angolo della Matematica — matematicandoinsieme @ 19:12
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[Nota del Responsabile del Blog: Ho chiesto al Prof. Erasmo Modica, docente di Matematica e Fisica presso l’Istituto Provinciale di Cultura e Lingue “Ninni Cassarà” di Terrasini (PA) e amministratore del blog Matematica OrizzonteScuola, di aiutarmi a scrivere un post di supporto a quanti si preparano ad affrontare la prova di Matematica per il prossimo Esame di Maturità]

Si stanno avvicinando a grandi passi gli esami di Maturità e, tra le varie prove in programma, quella di matematica è spesso considerata la più temibile. Lo sappiamo, siete super-preparati, avete appena comprato lo smartphone di ultima generazione che vi permetterà di scansionare ad alta risoluzione il compito nei primi 5 minuti, per poi aspettare che il vostro amico fidato, studente di Ingegneria, vi mandi la soluzione. Ok, se contate su questa strategia, che cosa possiamo dirvi che non sappiate già, se non ricordarvi che è una procedura del tutto illegale? Se invece siete di quelli che il compito cercano di farlo da soli perché: a) non avete nessuna intenzione di comprarvi lo smartphone proprio perché è vietato usarlo, b) non avete un amico capace di risolvere il problema per voi, c) avete uno strano sussulto d’orgoglio, allora forse sarete interessati alle nostre regole. Ovviamente, la regola zero (“bisogna studiare”) è implicita in quanto segue, ma badate di non dimenticarvela. Però, anche se avete studiato, potreste trovarvi in difficoltà durante lo scritto, sia per ragioni emotive, che per mancanza di metodo. Le nostre regole valgono quel che valgono, se non avrete studiato, ma sono a costo zero e nascono dall’esperienza diretta sul campo. Forse questo sarà il vostro primo (e si spera ultimo) esame di maturità della vostra vita, ma per noi le cose stanno diversamente…

Quattro semplici regole per fare un buono scritto di matematica (e non solo) e vivere felici

a) Esercitarsi utilizzando le prove assegnate negli scorsi anni.

Intanto sapere bene cosa ci aspetta. Il regolamento dice che avete 6 ore per svolgere uno dei due problemi proposti e rispondere a cinque delle dieci domande. In rete si trovano le prove degli ultimi anni con lo svolgimento (per esempio quelle dello scorso anno le trovate qui). Provate a svolgerle, senza guardare le soluzioni. È importante per acquisire dimestichezza con la terminologia e per individuare gli argomenti in cui avete maggiori carenze. Fate anche prove realistiche (di 6 ore) per misurare la vostra resistenza fisica.

b) Leggere con molta attenzione il tema d’esame.

Molti studenti tendono a uno svolgimento sequenziale della prova, senza prima crearsi una panoramica generale, ossia un’attenta lettura e una successiva analisi di tutta la prova! L’attenta lettura, unita al precedente svolgimento delle vecchie prove e a quanto appreso durante l’anno, permette di individuare i quesiti e i problemi più “familiari”. È consigliabile quindi di partire da questi ultimi, perché richiedono uno sforzo cognitivo a volte minore, dato che le strategie risolutive possono essere già note e lo svolgimento quindi abbastanza agevole. Soprattutto, leggete bene cosa vi chiede il testo. Molto spesso si perde tempo per non aver capito cosa c’è scritto o per aver frainteso. Inoltre, alcuni quesiti potrebbero risultare un po’ astrusi a prima vista, ma molto più facili dopo avere ben capito cosa vi si richiede. Ricordatevi infine qual è la consegna: un problema e cinque quesiti. Inutile fare dieci quesiti e nessun problema. Finite prima per bene quello che vi è richiesto, solo dopo, eventualmente, avventuratevi in altre imprese.

c) Scomporre i problemi in sotto-problemi al fine di individuare le strategie risolutive più idonee.

Una lettura attenta del tema d’esame permette di avere una visione d’insieme della prova, ma successivamente è necessaria la rilettura e la scomposizione dei problemi in sotto-problemi più semplici. In questo modo, si allontana l’ansia che scaturisce dalla lettura tutta d’un fiato e ci si concentra sulla strategia risolutiva adeguata per la risoluzione di un determinato sotto-problema. A tal proposito si ricorda che uno stesso problema può, a volte, presentare diverse strategie risolutive, basti pensare a tutti i problemi affrontati nei precedenti anni scolastici e che ammettevano una risoluzione analitica, trigonometrica, etc.

d) Motivare tutte le affermazioni e i passaggi eseguiti.

Spesso vengono consegnate delle prove in cui sono riportate sequenze di passaggi più o meno chiari, ma prive di argomentazioni. Si consiglia vivamente di argomentare in modo esauriente ciò che si sta facendo, per dar modo a chi corregge di comprendere che i concetti e le strategie risolutive sono ben definite nella mente del candidato. Al termine di ciascun esercizio svolto, si consiglia ai più disordinati di “ricopiare in bella” quanto fatto, in questo modo si può “prendere fiato” e buttarsi su una nuova questione. Non abbiate fretta di consegnare.

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Infine una considerazione generale, che riguarda le regole stesse dell’esame. Sarebbe importante conoscere i criteri di valutazione della prova scritta prima di affrontarla: molti insegnanti durante l’anno scolastico forniscono agli allievi, insieme alla prova, tali criteri, per permettere agli stessi di scegliere le questioni da trattare prima. Nel contesto degli Esami di Stato, fornire i criteri di valutazione diventa molto difficile perché la correzione è demandata al buon senso del commissario di Matematica. Sul sito del laboratorio MATMEDIA è stata messa a disposizione una griglia di correzione della prova: è auspicabile che i commissari si avvalgano di criteri simili durante il processo di correzione. Qualora la griglia non vi convincesse, si suggeriamo di consultare quelle messe a disposizione dall’Ufficio Scolastico per la Lombardia.

Sarebbe però utile che il Ministero desse dei criteri orientativi e non restrittivi, atti a far comprendere ai commissari come comportarsi nel caso in cui gli studenti dovessero affrontare delle questioni non richieste (per esempio un problema e sette quesiti, anziché i cinque previsti). In mancanza di regole chiare forse è meglio attenersi a ciò che è richiesto realmente.

Per finire, vi suggeriamo di leggere un bell’approfondimento di Alessandro Iannucci sul sito della Treccani, e vi facciamo un grande in bocca al lupo a tutti!

Erasmo Modica e Roberto Natalini

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