"Matematicandoinsieme" di Maria Cristina Sbarbati

6 gennaio 2012

Calcolo matematico per sapere quanto rischia un fumatore

Filed under: Articoli,Matematica e Medicina — matematicandoinsieme @ 15:28

Chi fuma o ha smesso da poco sara’ presto in grado di conoscere, grazie a una nuova formula matematica, quale rischio corre di sviluppare un cancro polmonare. Il calcolo, messo a punto dagli esperti dello Sloan-Kettering cancer center di New York e pubblicato sulle pagine della rivista ‘Journal of National Cancer Institute’, considera una serie di variabili come eta’, sesso, quanto e da quando si fuma, se si e’ smesso e da quanto tempo. Secondo gli esperti, la formula aiutera’ chi e’ piu’ a rischio a decidere se sottoporsi a indagini piu’ aggressive e controverse, come la Tac spirale, di gran moda negli Usa ma che spesso da’ risultati ambigui, nel tentativo di scoprire la malattia il piu’ presto possibile.
Il calcolo e’ attendibile solo per chi ha piu’ di 50 anni e ha fumato piu’ di un pacchetto al giorno per almeno 25 anni perche’, spiegano gli esperti, e’ basato su studi che hanno considerato l’incidenza del tumore solo su questa parte della popolazione. Il test mostra un’ampia gradazione di rischio cancro. Per gli esperti, ad esempio, una donna di 51 anni che ha fumato un pacchetto di sigarette al giorno da quando ne aveva 14 fino a nove mesi prima, e poi ha smesso, ha meno di 1 probabilita’ su 100 di sviluppare un tumore nei successivi 10 anni. Per un 68enne, invece, che fuma due pacchetti al giorno da quando aveva 18 anni e non ha mai smesso, le chances di cancro salgono a 1 su 7 entro il 78esimo compleanno. Se abbandona il vizio si abbassano a 1 su 9. Per convincere gli irriducibili a farsi visitare, i medici newyorkesi hanno creato una versione ‘facile’ della formula e l’hanno messa in rete, sul sito del centro di ricerca.
Sono 157mila le persone colpite dal tumore al polmone ogni anno negli Usa, con una sopravvivenza solo del 15% a cinque anni, spesso perche’ la malattia e’ diagnosticata troppo tardi. ”Questo sistema non e’ perfetto – spiega Tom Glynn, dell’American Cancer Society – ma permette ai medici di individuare con piu’ accuratezza chi e’ a piu’ a rischio e sottoporlo subito ai test diagnostici”.

Fonte: italiasalute.it

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