"Matematicandoinsieme" di Maria Cristina Sbarbati

25 luglio 2011

DSA: Decreto Attuativo

Filed under: Normativa,Scuola — matematicandoinsieme @ 08:45

Il Ministro dell‘Istruzione, dell’Università e della Ricerca Mariastella Gelmini ha firmato il decreto attuativo della legge 170/2010 che riconosce la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia come disturbi specifici di apprendimento (DSA).

Ecco la comunicazione dell’Ufficio Stampa del MIUR: LEGGI

Consulta:  SPAZIO INFORMATIVO

Da “Piccole Storie” un articolo di Simonetta Cavalli.

Mio Figlio è Diverso!

Carla è arrivata puntuale, il colloquio era fissato per le nove, mancano ancora dieci minuti. Nella sala d’attesa ci sono due signore, le mamme dei due bambini che si rincorrono nel corridoio, chiacchierano serene, ogni tanto richiamano i figli perché stiano attenti a non farsi male, Carla le sfiora con lo sguardo, si siede sulla poltroncina più lontana, accosta a sé il passeggino. L’assistente sociale le si avvicina, si presenta sorridendo, la invita ad entrare nell’ufficio. Carla raccoglie la sciarpa scivolata in terra, non incrocia lo sguardo dell’assistente sociale ed entra nella stanza, il passeggino è girato verso di lei. Il bambino, che sembra molto piccolo, non si vede, si scorge solo l’angolo di una copertina rossa. Carla parla sottovoce, quasi si rivolgesse a sé stessa ed al suo piccolo bambino. L’assistente sociale cerca di capire il motivo che ha portato Carla a rivolgersi a lei: di cosa ha bisogno? Carla chiede di potere inserire il piccolo in asilo nido, deve tornare a lavoro e non può farlo se non riuscirà ad affidare il bambino a qualcuno. Quasi con un soffio di voce dice che il padre di Matteo, il nome del suo bambino, se ne è andato, lei è sola, e finalmente alza lo sguardo. I suoi occhi grandi e profondi incrociano quelli dell’operatrice, che si stupisce nell’accorgersi solo in questo momento della giovane età di Carla. E’ poco più di una bambina, una bambina con uno sguardo invecchiato.

Quando si è accorta di aspettare Matteo mancavano solo tre mesi al suo esame di maturità, ha tenuto nascosta la gravidanza in casa, pensando che forse una volta diplomata avrebbe potuto trovare un lavoro e rendesi autonoma, solo così avrebbe potuto confidare alla mamma il suo segreto. Non poteva certo pesare economicamente su di lei, che rimasta vedova giovane, con il suo lavoro di domestica era riuscita a fatica a tirare avanti e fare studiare Carla. Ma lei quel bambino che le cresceva dentro aveva deciso di tenerlo, anche quando Stefano, il suo ragazzo, saputo della gravidanza le aveva dato qualche euro rubati a casa e consigliata di andare al Consultorio per abortire, perché certo lui aveva altri programmi, non ci pensava proprio a bruciarsi la vita così giovane e la aveva lasciata seduta davanti al gelato che le aveva offerto nel bar del centro e che si era sciolto, mentre lei era rimasta a guardarlo con il cuore e lo stomaco chiusi, chiedendosi come fare per tornare a casa e riprendere a vivere le giornate che la aspettavano, facendo finta di essere quella di sempre. Ci era riuscita Carla, aveva superato l’esame, e aveva trovato lavoro in un pub. Nessuno aveva sospettato nulla, le sue tristezze le sue chiusure erano imputate all’età, alla stanchezza per gli esami, all’incertezza per il futuro, ma a lei il futuro le stava crescendo dentro, allargandole il punto vita, e costringendola a tenere aperto il bottone dei jeans.

Poi una sera non ce la aveva più fatta e la mamma che aveva capito qualcosa la aveva aiutata a tirare fuori la verità e con la determinazione pratica con la quale aveva sempre vissuto aveva rassicurato Carla che insieme avrebbero trovato il modo di affrontare anche questo evento. E così era stato…poi era nato Matteo.

– Ma io non posso aiutarti Carla – le dice l’assistente sociale – per i nidi è il Municipio che raccoglie le domande, non siamo un servizio ASL e seguiamo altri problemi –

– Purtroppo è invece qui che dovete darmi una mano – dice Carla di nuovo con gli occhi bassi e con un filo di voce – Matteo non è un bambino come gli altri…-

Gira il passeggino, e l’assistente sociale capisce…( scritto da Simonetta Cavalli )

 

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