"Matematicandoinsieme" di Maria Cristina Sbarbati

21 luglio 2011

L’Officina Matematica di Emma Castelnuovo

Filed under: Articoli,Attualità,Didattica — matematicandoinsieme @ 16:37

Chiunque abbia letto il libro L’Officina matematica di Emma Castelnuovo è rimasto colpito da come questa ricercatrice abbia saputo proporre un’idea nuova e davvero rivoluzionaria dell’insegnamento della matematica.

Emma Castelnuovo,  nata a Roma nel 1913, è stata una delle maggiori innovatrici della didattica della matematica. Ha contribuito alla stesura dei Programmi della scuola media unica del 1979 ed è stata presidente della Commissione Internazionale per il miglioramento dell’insegnamento della matematica. Ha ricevuto il premio dell’Accademia Nazionale dei Lincei ed ha esposto in diversi paesi del mondo le sue mostre matematiche, realizzate con i suoi allievi della scuola media Torquato Tasso di Roma. E’ conosciuta in Italia e all’estero per i suoi libri (tradotti in molte lingue) e per la sua attività di ricerca scientifica nel campo della didattica della matematica.

Il suo insegnamento si fonda su un metodo non direttivo (che infonde e trasmette le conoscenze dall’insegnante all’allievo), che si esprime facendo costruire le conoscenze ai ragazzi stessi, i veri protagonisti della situazione. Imparare vuol dire costruire il proprio sapere e in questo senso, il metodo di Emma Castelnuovo, si pone a fondamento di qualsiasi situazione di apprendimento che vede impegnato l’alunno in una vera e propria opera di costruzione delle conoscenze insieme agli altri. La didattica di Emma  è attiva e non avviene  facendo stare seduti gli alunni al proprio banco “in attesa che possano essere illuminati” : stimola nei ragazzi l’amore alla ricerca , il gusto di apprendere, di mettersi alla prova per sperimentare le proprie attitudini e l’intelligenza logico-matematica.

 L’”Officina matematica di Emma Castelnuovo”è ospitata a nella Casa-laboratorio di Cenci, nei pressi di Amelia,in Umbria. Ogni anno a settembre ,  si tengono  tre giornate di laboratori in cui “gli insegnanti che partecipano sono invitati a lavorare con le mani, a costruire figure geometriche con spaghi ed elastici, a piantare chiodi, per intuire quali curve presiedano alle leggi della probabilità e della frequenza, a fare bolle di sapone per scoprire le proprietà del cerchio e della sfera, a disegnare lune su un cerchio che ruota. Una vera e propria officina in cui si assemblano materiali e si confrontano idee, si costruiscono oggetti e si mettono in discussione pratiche didattiche. Per mettere in movimento le nostre conoscenze, troppe volte irrigidite dalla scuola”.Parole scritte nella introduzione di Franco Lorenzoni all’ultimo libro di Emma Castelnuovo L’Offìcina matematica: ragionare con i materiali (pagine 168, edizioni La Meridiana, 2008).
In particolare nella prima parte del libro sono raccolte le lezioni che la prof.  Castelnuovo ha tenuto a Cenci dal 2002 al 2007. Con lo scopo di “aprire lo sguardo attraverso la matematica”, per osservare (e bisogna imparare a farlo) e passare dal concreto all’astratto, alla matematizzazione del fenomeno osservato.

I pilastri innovativi della didattica di Emma sono:

1. Guidare l’alunno alla riscoperta delle leggi e proprietà dei numeri e delle figure

2. Considerare le problematiche concrete come base di ricerca, capaci di coinvolgere l’alunno

3. Utilizzare un indirizzo storico- costruttivo e non descrittivo.

Inoltre Emma Castelnuovo suggerisce, nel libro, una didattica che sappia rispettare i tempi dell’alunno e il suo modo di mettersi alla prova “cimentandosi” per sviluppare le possibilità di osservazione, l’intuizione, il senso critico, e, in generale, alcune fondamentali attitudini di pensiero.

Mi è caro ricordare alcuni suggerimenti della “Grande” Emma, colei che ha ispirato tutta la mia vita d’insegnante:

 “E’ mettersi allo stesso livello, cioè suscitare interesse e quindi discussioni, accettare domande su domande, anche le più balorde! Accettare delle domande a cui, là per là, non si sa rispondere e non avere scrupolo di dire: guardate non lo so. Questa è la cosa fondamentale indipendentemente dalla materia che si insegna” .

“Lasciate ai ragazzi il tempo di perdere tempo”, nel senso di garantire loro l’opportunità di costruire soluzioni, anziché far loro usare soluzioni già pronte.

Il che è come dire, dare loro il tempo per riflettere, per pensare, per ipotizzare, per operare con la mente, per arrivare a capire e, quindi, a costruire conoscenze sicure.

 “Se ci si dà il tempo necessario a che ciascuno capisca, se si condivide l’esperienza in uno spazio adatto e c’è un clima cooperativo capace di accogliere i pensieri, le ipotesi e le idee di ciascuno, alcuni ostacoli e blocchi mentali possono essere attenuati e tutti hanno la possibilità di esprimersi senza paura di sbagliare”.

“Nella didattica della matematica i libri di Emma Castelnuovo sono un classico, nel senso che Italo Calvino dava a questa parola: libri che non finiscono mai di dire quello che hanno da dire”.

 

L’Officina matematica

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