"Matematicandoinsieme" di Maria Cristina Sbarbati

30 dicembre 2010

Le origini del Capodanno

Filed under: Angolo Relax,Articoli — matematicandoinsieme @ 17:03

Si avvicina la fatidica notte del 31 Dicembre e in molti sono già trepidanti ad aspettare di scatenarsi allo scoccare della mezzanotte. Pochi invece sono quelli che conoscono le origini di questo festeggiamento, entrato nella tradizione popolare osservata sia da chi si ritiene religioso sia da chi non lo è. In realtà questa festa, contrariamente a quello che si potrebbe pensare, visto le forti connotazioni di natura pagana, ha molto a che vedere con la religione.Sembra che il Capodanno abbia le sue origini in Mesopotamia, sin dai lontani giorni del II millennio a.C. i mesopotamici credevano che l’universo fosse nato dopo una violenta lotta fra il loro dio Marduk e la dea del caos Tiamat. La vittoria andò a Marduk, il quale, con la forza, impose l’ordine sul caos. Ogni anno la sua impresa era ricordata all’arrivo delle piogge portatrici di vita. Dato che il re rappresentava l’ordine, per circa 11 giorni egli si ritirava, e la popolazione ricreava letteralmente il caos bevendo, permettendo agli schiavi di insultare i padroni e commettendo atti immorali.  Per quella particolare occasione, tutte le effigi degli dei babilonesi erano portate in città e partecipavano ad una solenne processione, per aiutare Marduk a vincere la battaglia contro Tiamat. La grande battaglia veniva rivissuta attraverso la lettura pubblica dell’Enuma elish, l’epopea della creazione che ne narrava la storia. In quelle occasioni era normale assistere a riti di esorcismo e altre usanze esoteriche nel tentativo di scacciare gli spiriti maligni che turbavano l’armonia. Si trovano cenni alla celebrazione del Capodanno anche tra gli antichi Egizi. Qui la protagonista diventava Hathor, la dea dell’amore e della gioia, della musica e della danza. Divenuta in seguito la regina dei morti, aiutava questi ultimi a raggiungere il cielo con una scala. Il giorno di Capodanno era l’anniversario della sua nascita ed era celebrata con grandi feste. Prima dell’alba le sacerdotesse portavano fuori sulla terrazza l’immagine di Hathor per esporla ai raggi del sole nascente. Il tripudio che seguiva era un pretesto per darsi ad una vera e propria orgia, e il giorno si concludeva fra canti e vino.Di qui le celebrazione portate in auge poi dal popolo romano. Nell’antica Roma il primo dell’anno era dedicato a Giano il sacro dio bifronte. Tale divinità si diceva avesse due facce e due fronti: l’una rivolta indietro verso il passato e l’altra rivolta avanti verso il futuro. Ecco perché Giano era considerato il dio dei passaggi e delle porte, degli inizi e dei termini e da qui il nome Gennaio. Anche in questo caso, l’inizio dell’anno nuovo assumeva un significato religioso mescolato però ad una sregolatezza ed a festeggiamenti sfrenati in onore di questa divinità romana. Con il Capodanno, quindi, ci troviamo di fronte ad una celebrazione che sembra senza alcuna connotazione religiosa, ma che invece ha dimostrato attraverso il tempo di trovare le sue origini proprio in ricorrenze religiose antichissime. Basti pensare all’utilizzo di “mortaretti” e altre fonti di rumore che, a parere di alcuni, emulerebbe proprio l’usanza di fare del chiasso per scacciare gli spiriti maligni. In molti paesi germanici c’è l’usanza di gettare nell’acqua stagno fuso allo scoccare della mezzanotte, proprio quando arriva l’anno nuovo. Poi, guardando la forma che si crea o l’ombra gettata da quella forma, tutti cercano di indovinare cosa ha in serbo l’anno nuovo. In Messico, il primo Gennaio, moltitudini di persone visitano “le colonne della vita” nelle rovine dell’antica città maya di Mitla. I visitatori usano circondare le colonne di pietra con le braccia, e stabilendo quanto spazio c’è fra le mani tese misuranto con le dita, si suppone che corrisponda al numero di anni di vita della persona che abbraccia la colonna. In Giappone è comune preoccuparsi molto del primo sogno fatto per l’anno nuovo, perché si pensa che riveli ciò che accadrà durante l’anno avvenire. Per assicurarsi un bel sogno i giapponesi comprano amuleti e speciali foglietti su cui è scritta la buona sorte. Tutto questo ci ricorda i tentativi degli antichi babilonesi di indovinare il futuro il primo giorno dell’anno.

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