"Matematicandoinsieme" di Maria Cristina Sbarbati

25 agosto 2010

Il Virus del Nilo

Filed under: Attualità — matematicandoinsieme @ 14:57
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Da La Repubblica.it

Il virus del Nilo torna in Europa  diffuso da zanzare e uccelli

Il primo allarme in Grecia dove in pochi giorni si sono registrati 77 casi e sette decessi tra persone già debilitate o anziane. Gli esperti italiani rassicurano: “Rischi di infezione molto ridotti, ma occorre fare prevenzione”. Otto volte su dieci la patologia non ha sintomi rivelatori.

ROMA – Da quasi due anni non percorreva le strade d’Europa, ma adesso la zanzara del Nilo è tornata e preoccupa. In Grecia le autorità sanitarie hanno registrato dall’inizio di agosto già 77 casi di persone infettate dal virus West Nile e sette decessi attribuibili ad esso, tanto che il Centro ellenico di prevenzione e controllo delle malattie ha lanciato l’allarme, prevedendo cinque nuovi casi al giorno entro la fine di settembre. Il virus diffuso nel luogo d’origine da un tipo particolare di zanzara – aedes aegypti – agisce attaccando il sistema nervoso e colpisce soprattutto le persone anziane o già debilitate.

“Questo virus – dice Emanuela Zamparo, presidente della Società italiana di medicina dei viaggi e delle migrazioni –  fa parte del genere Flavivirus, della famiglia Flaviridae, lo stesso che provoca la febbre gialla e prende il nome dal latino flavus, giallo. E’ quindi parente stretto dei più noti che causano encefaliti o febbri emorragiche come la ‘giapponese’, la febbre di St. Louis, la Dengue ed altre. Ma non è altrettanto pericoloso”. Nella gran parte dei casi il West Nile è asintomatico e solo 20 volte su cento scatena sintomi febbrili. Per questo è facile che una persona si ammali senza neanche rendersene conto.

“Certo può essere anche aggressivo – dice la dottoressa Zamaparo – ma succede una volta su cento: in quei casi può provocare gravi forme di encefalopatia o meningoencefaliti”. Negli attuali focolai che stanno interessando soprattutto la Macedonia e in particolare la zona di Salonicco, a essere infettati sono in prevalenza anziani e  persone immunodepresse.

Il suo nome viene dal distretto di West Nile in Uganda, dove è stato isolato per la prima volta nel 1937 in una donna che soffriva di una febbre particolarmente alta. Il virus viene trasmesso all’uomo dalla puntura delle zanzare e gli uccelli, migratori o domestici, giocano un ruolo cruciale perché permettono lo spostamento del virus dall’Africa alle zone temperate; si tratta di uccelli a loro volta infettati dalle zanzare nei luoghi di origine del virus.

Gli ultimi casi italiani risalgono al 2008 e al 2009, quando la West Nile ha colpito l’Emilia Romagna, il Veneto e la Lombardia. Generalmente infatti, ambienti più umidi come quelli della Pianura padana ne favoriscono la proliferazione: piogge abbondanti, irrigazioni e temperature alte sono condizioni che fanno aumentare la presenza di insetti e il rischio di punture. Il virus è stato isolato in Toscana nel 1998 e nel 2009 il laboratorio di virologia dell’università di Padova ne ha scoperto un nuovo ceppo mutato di cui ha sequenziato completamente il genoma, isolandolo da un donatore di sangue non affetto dalla patologia.

Al momento non esiste un vaccino che protegga dal virus e le uniche strategie sono il controllo del territorio con interventi di disinfestazione. “In ogni caso – dice Emanuela Zamparo – è sempre bene adottare un po’ di buon senso, soprattutto adesso che la fine dell’estate si avvicina. Sia che si tratti di zanzara del Nilo (abbastanza improbabile) sia di zanzara tigre, è importante che ogni cittadino provveda alla cura del proprio ambito privato. Bisogna, ad esempio, evitare ristagni di acqua nei giardini, nei cortili, sui balconi o in altri spazi abitativi”.

Ministero della Salute

Virus del Nilo Occidentale

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