"Matematicandoinsieme" di Maria Cristina Sbarbati

29 aprile 2010

Sindrome da adozione!

Filed under: Articoli — matematicandoinsieme @ 18:12
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Come ogni anno è arrivata la primavera e insieme ai suoi profumi, ai suoi fiori, al cinguettio degli uccelli ha portato………..“l’ adozione dei libri di testo”! La Sala Professori, dove esiste, è un gran “via vai” di rappresentanti che propongono il loro“cavallo di battaglia” rinnovato con questo, con quello….ci sono i disegni, nuove figure, è adatto alla riforma…bla, bla, bla……..E’ un gran parlare e si trova sempre il Collega che ti dice in tono confidenziale : “Sai io vorrei adottare il testo che tu hai scelto l’anno scorso,com’è? Non mi va di fare la relazione, io mi aggrego se non ti dispiace, ma è buono? Io non lo conosco, ma mi fido di Te!” Parola magica. Mi fido di Te: ma che vuol dire?Vuol dire una scelta non professionale,priva di responsabilità!  Corrono insinuazioni maligne: alla scelta dei libri di testo non è sempre attribuita l’importanza che effettivamente riveste e non sempre viene effettuata con l’impegno dovuto. C’è chi sostiene, forse con un po’ di sarcasmo, che a guidare il docente nella scelta del libro di testo siano vari fattori: il titolo di studio,la qualità delle sue conoscenze, la formazione culturale, la preoccupazione di trovare cose nuove che possano disorientarlo e di allontanarsi da ciò “che già non gli sia tritamene noto ed esposto nella forma che egli segue invariabilmente da anni”. In questa diagnosi come poteva mancare la frase storica: “Ci sono gli esercizi ,si dico sono abbondanti? Perché sa il libro che mi sono ritrovata ne aveva pochi!” Tutto questo rivolto al rappresentante che “con pazienza angelica” comprende il “disagio lavorativo” del Docente-interlocutore e gli offre “la medicina” adatta a placare  la sua ansia! Gli esercizi: “un elemento determinante di cui si avrebbe un’ insaziabile sete, non mai appagata”. E ce ne sono interminabili filze, tutti uguali, differenti soltanto per i dati numerici, privi di inventiva, stanno lì a troneggiare dalle pagine dei libri  “come a voler ripetere senza tregua il monotono ticchettio di una macchina da scrivere”. Ma torniamo al tema principale: l’adozione del libro di testo! La sua scelta offre all’insegnante il modo di esprimersi ma anche l’occasione per rivelarsi.Cerca un testo a suo uso e consumo o un valido strumento didattico per gli alunni? L’insegnante non può scegliere da solo,deve condividere questa esperienza con i ragazzi. Quindi perché non portare il testo in classe e guardarlo con loro? Gli alunni non “sopportano” di essere trattati con infantilismo! I ragazzi vivono con il docente la loro esperienza didattico-educativa e quindi perché non motivarli nel renderli partecipi di una scelta così importante? Le opinioni a questo riguardo sono molto controverse. C’è una folle paura che il docente possa sminuirsi per questo atteggiamento nel voler “interpellare l’alunno”.L’alunno è parte in causa:offriamogli quindi un testo che possa consultare con facilità ,senza il timore di “non capire”ma che offra il giusto ed efficace supporto didattico, al passo con i tempi ,non lontano dalla vita ,dagli apporti della cultura e che esalti gli aspetti umani della ricerca matematica. Uno degli scopi della scuola è quello di insegnare a studiare, il che significa soprattutto insegnare a leggere e dare familiarità con i libri perché stimolino situazioni di curiosità, di divertimento, di potenziamento delle intuizioni. Attraverso l’abile aiuto del docente, il libro di testo “intelligente” diviene, per l’alunno, amico e insostituibile compagno di viaggio nella meravigliosa avventura della conoscenza!

La vanessa delle ortiche                                                 

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1 commento »

  1. condivido!!!bisognerebbe guardare un testo attraverso l’occhio un po’ smarrito di un ragazzo, che cerca di conoscere e capire i nuovi argomenti!Ma mi sento di suggerire anche un altra esperienza: ricercare e studiare un argomento su più testi. “Ad ognuno il suo”!…Ricordo con piacere quando alle medie scoprii la possibilità di leggere uno stesso argomento, su più libri, frequentando una biblioteca ben fornita.Infondo il tipo di scrittura e le foto illustrative, o i colori, influiscono tutti sulla nostra psiche e ci permettono una diversa captazione della realtà o dell’informazione. Fissare i contenuti di una materia, può essere fatto ancora in un aula priva di stimoli??? Se noi volessimo studiare un qualsiasi argomento, ci rifugeremo in un’aula? Sicuramente no!questo ambiente andava bene 50 anni fa, quando nelle case non c’era neanche un angolino per studiare, quando non vi erano stimoli intorno a noi. Ma oggi si cercano sempre nuovi spazi, nuove stimolazioni! Anche le stesse case editrici dovrebbero differenziarsi e proporre per le scuole, non più il rappresentante di libri, ma una biblioteca con tutte le possibili varianti del conoscere e del sapere: video , schede interattive, libri,… Sperando in una scuola migliore, buon lavoro a tutti noi!

    Commento di manuela — 27 giugno 2010 @ 11:03 | Rispondi


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